Dervio, 21-25 settembre 2007 Dopo le 4 stagioni in 29er, è il momento di fare il passo. Grandi soddisfazioni e tantissima esperienza col mitico 2ister, ma oramai la voglia di salire sull'”aereoplano con le vele”, è superiore a tutto. La barca ancora non c’è, ma l’occasione d’oro mi si presenta a fine a fine Luglio. Riccardo Giorgi, neo-armatore di ITA-832, è senza più il fidato Michele (figlio del socio Fausto n.d.r.), a causa della spalla malconcia.

Così mi offro di fargli da prodiere, quantomeno per finire la stagione in bellezza, dato che a settembre si terrà il CICO (campionato italiano classi olimpiche) sul lago di Como. Il tempo per allenarci è poco, ma come dico sempre “basta saperlo usare bene”. Detto fatto. Organizziamo sette uscite prima della regata. Pochissime, ci rendiamo conto fin da subito, per raggiungere un livello buono, ma adeguate a divertirci. Il 49er è una specie di cavallo pazzo, che si riesce a domare solo se l’equipaggio dimostra affiatamento ed estrema coordinazione.

L’esperienza sul 29er è di grandissimo aiuto, tanto che mi trovo subito a mio agio sul “mostro”, a parte un piccolo dettaglio: gli sforzi sono decuplicati e le scotte dimezzate! Già, per intenderci: su 2ister il gennaker di 16 metri quadrati era imbrigliato da una scotta da 12mm… sul 49er la stessa vela ha 38 metri quadri, ma la scotta è di 8 mm! Una fatica pazzesca…

Insomma, raggiungiamo un livello sufficiente a non rotolare (e a non farci male!) e, confidando nel poco vento, pertiamo alla volta di Dervio. E’ record di presenze. 17 gli equipaggi iscritti. Mancano solo gli Olimpionici Sibello, ma i due equipaggi di riserva Angilella-Zucchetti(1°) e la barca romana di Loperfido Daniel sono senza dubbio i professionisti della disciplina… senza dimenticare i fratelli Ferrari (3°) di Campione del Garda (equipaggio storico) e i fortissimi Poli-Gritti (2°) dell’AVAS. Il campionato si presenta stupendo, sia per numero di barche, sia per livello. Con estrema umiltà, dato il livello dei partecipanti, ci prefissiamo 2 obbiettivi: non scuffiare e non finire ultimi. Penultimi sì, ma non ultimi!

Si incomincia. 4 prove al giorno, per un totale di 16. Massacrante. Evitiamo di infilarci subito nella bagarre della partenza, per evitare di fare macelli, cercando di fare la regata con razionalità, senza improvvisare. La prima prova non è certo delle più brillanti, ma la seconda ci stava per regalare una emozione che poche persone hanno provato in vita loro: cumulo in barca giuria. Partiamo un po’ in ritardo ma lì, attaccati alla barca giuria.

Guardando la costa mi aspettavo una rotazione a destra del vento, verso la metà della bolina, così viriamo subito per portarci sul lato del campo che pensavo favorevole. Poco dopo la rotazione arriva, ma prima di quanto sperassi. In definitiva: viriamo e siamo in lay-line… mi scappa l’occhio sottovento… abbiamo dietro di noi 16 barche, e se la matematica non è un opinione, siamo primi.

La barca sembra inprovvisamente andare anche più forte… sarà l’adrenalina di essere in testa! Giriamo primi, e mentre preghiamo la giuria di dare l’arrivo lì (così da finire primi) issiamo e vediamo le facce degli altri equipaggi increduli nel vedere uno sconosciutissimo gennaker rosso aprirsi per primo alla boa di bolina! Impossibile resistere ai professionisti.

Ci passano da tutte le parti, ci mettono in difficoltà. Alla fine accettiamo di buon grado… abbiamo veramente un allenamento minimo alle spalle per poter rispondere la fuoco. Confidiamo comunque nella nostra buona tattica… tanto che anche alla prova numero 4 veniamo premiati nuovamente per le nostre scelte azzeccate. Stavolta giriamo secondi, teniamo duro, ma più in la del 7 è impossibile. Per noi è davvero una vittoria. Il campionato poi, ci ha visto in continuo miglioramento, tanto che alla fine riusciamo nell’incredibile intento di chiudere nei primi 10!

Decimi, difatto, ma come se fosse una vittoria! Esordire così, con tutti quegli equipaggi esperti era al di fuori dei nostri sogni. Riceviamo valanghe di complimenti, e tutti che si augurano di rivederci, e di allenarci di più, che le qualità ci sono. Obbiettivi raggiunti… a parte una e una sola scuffia il primo giorno, per evitare una collisione. Ci sta, considerando che la barca è illibata e numerosi equipaggi hanno rotto di tutto e di più.

L’unica nota negativa la comunicano le mie mani. Dopo 15 prove, hanno deciso di scioperare. Non riesco nemmeno a chiudere la mano a pugno! Che faticaccia!

Mauro Finazzi